Aprosio, Cavaliere Aurato e Conte Palatino

DOCUMENTO IN “BIBLIOTECA G. ROSSI” PRESSO “ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI” – BORDIGHERA (IM)

Qui sopra appare il diploma originario di Aprosio fatto CAVALIERE AURATO E CONTE PALATINO, documento già editato nell’opera del 2008 L’Aprosiana Sconosciuta dello scrivente, che permette anche di analizzare il rapporto aprosiano con l’ACCADEMIA DEI GENIALI DI CODOGNO (LO).

Data l’epoca durissima in cui viveva Aprosio aveva dimestichezza con le calamità esistenziali e non, comprese le guerre, sia quelle che si svolgevano in ambito Europeo (anche per motivi religiosi), che quelle condotte a difesa dall’espansionismo dell’Impero Turco.

Come religioso ma anche come uomo espresse sempre grande ammirazione per i Cavalieri Gerosolimitani poi di Rodi ed ai suoi tempi di Malta impegnati in una strenua lotto, quasi isola per isola, contro l’avanza ottomana.

Alle gesta di questi Cavalieri dedicò osservazioni significative all’interno del suo repertorio biblioteconomico del 1673 e per chi vuole approfondire ecco qui integralmente digitalizzato il testo – ove le parole sottolineate sono attive e multimediali – che redasse sotto il nome di Carlo de Conti della Lengueglia cavaliere gerosolimitano, riferendosi però anche ad altre gesta di eroi del potente Ordine Cavalleresco.

In maniera conforme all’epoca la Cavalleria, specie se posta al servizio della Cristianità, era un vanto al qual nemmeno Aprosio si sottrasse, ottenendo quantomeno la titolatura di Cavaliere Aurato e Conte Palatino.

di Bartolomeo Durante in Cultura-Barocca

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