Curiosità del Museo Cospiano

A spese di Ferdinando Cospi usciva a Bologna nel 1677 il Museo Cospiano annesso al famoso Museo di Ulisse Aldrovandi, ad opera dell’erudito cremonese Lorenzo Legati, diviso in cinque libri [il quinto data la morte del Legati fu però curato da S. Bonfiglioli], dei quali i primi due contengono l’inventario dei reperti di storia naturale e gli altri tre quello degli oggetti archeologici.
Esso contiene anche il ritratto inciso in rame dei C. (opera di A. Haelvegh da originale di J. Susterman) e una tavola di G. M. Mitelli, che rappresenta una veduta interna del museo: gli oggetti sono esposti in un grande scaffale, che copre tre lati della sala, sul quale corre la scritta: “Erudita haec artis et naturae machinamenta ad excitandam antiquitatis memoriam F. eq[ues] bayul[us] Arretii mar[chio] Petroli senatorque de C. superandae dicavit immortalitati”. Fra gli oggetti di storia naturale c’erano mummie, animali fossili, conchiglie, coralli.
Fra quelli archeologici libri, anche esotici, fra cui si distingue il Libro del Messico, ora conservato nella Bibl. univers. di Bologna, strumenti di vario genere, orologi, vasi, medaglie e monete, bronzi, terracotte.
Gli oggetti che costituivano il museo subirono nel tempo numerose traversie; alcuni cambiarono sede e finirono al Museo Pigorini di Roma, alcuni furono alienati o scambiati, altri andarono dispersi.
Tutto il museo fu donato nel 1743 all’Istituto delle scienze; dal 1871 andò a costituire una parte del Museo civico archeologico di Bologna.

da Cultura-Barocca

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