Echo cortese e del nuovo melodramma commerciale veneziano del Seicento

Di Michelangelo Torcigliani (1618-1679), alla Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia (IM) si conservano le seguenti opere:
1 – Griphus purpuratus ita quam a Michaele Angelo Torciliano … praecinctus .. (Venetiis : ex aedibus Sarzinianis, 1637) [12], 32, [3] p. : 1 ill.
2 – L’ Aurora fra le nereidi epithalamio di Michel’Angelo Torcigliani nelle nozze degli illustrissimi signori Antonio Laudo et Elisabetta Grumani, In Venetia, 1645 44 p. ; 4°
3- Echo cortese overo resposte date da più, e diversi signori a Michel Angelo Torcigliani con altre lettere nelle quali vien fatta mentione dell’istesso, aggiuntone in fine alcune di suo publicate da Salvestro Torcigliani suo fratello, In Lucca : per Salvator Marescandol, fratelli, 1680 [23], 396 p. ; 12°
4 – Le querele d’amore, epitalamio di Michel’Angelo Torcigliani nelle nozze degli Illustriss. Signori Alessandro Passo e Lucretia Adelasia (In Venetia, 1640) [2], 20 c. : 1 ill.

Nelle altre biblioteche italiane al momento secondo l’SBN si son rinvenuti solo esemplari vari dell’opera sua più nota vale a dire l’Echo cortese:
1 – Echo cortese parte seconda con l’Iride posthuma o vero varj residui di diversi componimenti di Michel’Angelo Torcigliani publicati da Salvestro Torcigliani suo fratello, In Lucca: Marescandoli, Salvatore & Marescandoli, Giandomenico, 1681
2 – Echo cortese parte terza con la parte seconda dell’Iride postuma sono nuovi avanzi di altri componimenti di Michel’Angelo Torcigliani publicati da Salvestro Torcigliani publicati da Salvestro Torcigliani suo fratello, In Lucca: Paci, Giacinto, 1683
3 – Echo cortese o vero resposte date da piu, e diversi signori a Michel’Angelo Torcigliani con altre lettere nelle quali vien’ fatta mentione dell’istesso aggiuntone in fine alcune di suo publicate da Salvestro Torcigliani suo fratello, In Lucca: Marescandoli, Salvatore & fratelli, 1680.

Nicola Michelassi (in L’incognito autore delle Nozze di Enea con Lavinia ne Il Saggiatore Musicale – Nono Colloquio di Musicologia 2005) sostanzialmente postula: Tra coloro che contribuirono alla creazione del nuovo melodramma commerciale veneziano del Seicento, i librettisti appartenenti all’Accademia degli Incogniti rivestirono un ruolo determinante. La loro opera accelerò lo sviluppo del nuovo teatro musicale, ampliò la rosa dei soggetti poetabili rispetto al tradizionale patrimonio favolistico e mitologico per attingere liberamente all’epica e alle fonti storiche romane. La novità letteraria del melodramma veneziano fu rivendicata con orgoglio dai suoi autori, non soltanto a proposito della libertà nella scelta dei soggetti e nell’uso disinvolto della tradizione letteraria, ma anche rispetto all’aperta violazione delle unità pseudoaristoteliche di tempo e di luogo, in nome degli avvenuti mutamenti del gusto nel secolo moderno.

Particolarmente degno di nota è il dibattito teorico che si svolgeva nei paratesti dei libretti d’opera, vero e proprio campo di battaglia privilegiato per le discussioni relative al teatro per musica. Due tra i più noti al riguardo sono la lettera prefatoria dell’anonimo autore delle Nozze di Enea con Lavinia del 1641 e quella dell’Incognito Giacomo Badoaro [nominato da Aprosio Assicurato Accademico Incognito] al suo Ulisse errante del 1644, indirizzata al collega di accademia Michelangelo Torcigliani. Se l’anonimo, pur ammettendo le innovazioni, mostra una tendenza più conciliante con la tradizione aristotelica, Badoaro manifesta una linea intransigente che affida il timone della poetica al gusto del pubblico moderno. Da una lettura comparativa dei due testi teorici e da altri elementi significativi, si può fondare l’ipotesi, ancora non presa in considerazione dagli studiosi, che l’autore delle Nozze di Enea con Lavinia sia proprio l’accademico incognito Michelangelo Torcigliani, destinatario della missiva di Badoaro….[…].

EPIMELIO THEOROSTE E’ SINONIMO DI MICHELANGELO TORCIGLIANI

Qui non si possiedono le competenze per sostenere o discutere la precedente affermazione; una cosa però è certa, quella che Michelangelo Torcigliani fu persona riservata, restia a scrivere o meglio a “dare alle stampe”, come egli stesso sottolinea nella lettera a Gabriello Foschi, poi integralmente registrata da Aprosio nel suo Buratto.


Non è un caso che si sia rinvenuta una sua versione manoscritta di Anacreonte recentemente proposta: MICHELANGELO TORCIGLIANI, Anacreonte e altre versioni poetiche, Ed. crit. a cura di E. Taddeo e F. Ciccolella, 1996, pp. CXXVII-253, bross. E nemmeno pare un caso che del suo OCCHIO COMICO che era tanto atteso (come si legge in una lettera di Gabriello Foschi stampata nell’aprosiano Buratto) e che certamente circolava manoscritta o per parti in ambito veneziano ed “incognito”, tanto che Aprosio ne registra sempre nel Buratto una sarcina abbastanza significativa nulla più si sia saputo, come di lavoro, per qualche ragione sottintesa dal suo stesso autore, dai contenuti a rischio.

da Cultura-Barocca

Precedente Aprosio, Cavaliere Aurato e Conte Palatino Successivo Dispaccio istorico, curioso ed erudito...