Un Breve Papale del Seicento per difendere i libri di un frate erudito

Con un Breve Papale Angelico Aprosio aveva cercato di difendere la sua Biblioteca dai furti. E non solo di libri, ma altresì di altri oggetti in essa custoditi come quadri, reperti archeologici, monete.

Il contenuto del Breve avvicina molto le caratteristiche dell’Aprosiana di Ventimiglia (IM) alla Biblioteca del Convento di San Martino a Segni.

Cosa che giustifica l’appellativo alternativo dato da Aprosio alla sua “Libraria”, quello di “Museo”, molto simile al concetto di “Wunderkammer” o “Camera delle Meraviglie”, in cui interagivano varie espressioni culturali in sinergia con il materiale libresco.

Il pregio dei libri era già allora notevolissimo. Del resto la tutela contro i furti risaliva ai regolamenti fatti stendere già ai tempi delle biblioteche classiche.

E dal medioevo per testi particolarmente importanti, specie di uso amministrativo, si ricorreva alla conservazione in casseforti o in alternativa ai “libri incatenati” come lo splendido “Codex Astensis”.

Aprosio a suo tempo ebbe dei ripensamenti sulla sistemazione, ma infine decise di sistemare la “Libraria” nella città natia. L’edificazione della Libraria comportò modifiche strutturali del Convento che si rivelarono alquanto laboriose anche per varie forme di opposizione specie in merito ad un frate genericamente nominato Tragopogono. Costui si adoperò soprattutto in merito al trasferimento entro il Convento della Biblioteca dalla sua Prima Sede alla definitiva Seconda Sede cosa resa possibile dal contestatissimo “sopraelevamento del braccio dell’ ala orientale del Convento” operazione contro cui il Tragopogono si oppose fin al punto di presentare ricorsi a molteplici autorità ecclesiastiche e non adducendo il principio dell’inalterabilità salvo eccezionali ragioni dell’architettura di qualsiasi edificio sacro.

La morte improvvisa del Tragopogono demotivò tutte queste iniziative e la realizzazione tramite “sopraelevazione del braccio” potè essere finalizzata da quel Padre Fabiano Fiorato, esperto di architettura, di cui Aprosio volle un quadro per la sua Pinacoteca con la seguente dicitura Questa è l’ Effigie del Padre fu Fabiano Fiorato Promotore delle Fabriche della Libraria e del Convento fatte col di Lui Dissegno. F. Angelico per mostrarsi grato e per conservarne la memoria lo fece ritrarre e se lo collocò alla destra.

Nel contesto di quel “Sublime Contenitore” che era, od almeno doveva essere la Libraria secondo la progettazione aprosiana, la Pinacoteca rispondeva, come parte essenziale della struttura, alle esigenze di una sorta di “guida ermetica”, per la cui funzione cui reperti, raccolte antiquarie, libri interagivano – cromaticamente e nel contempo concettualmente – col ritratto centrale dell’Aprosio, non senza barocca e se vogliamo regale magnificenza disposto centralmente circondato variamente dalle effigi dei diversi suoi sostenitori e fautori
La Biblioteca fiorì a lungo sotto la gestione di Aprosio e del successore Domenico Antonio Gandolfo: del resto già di per se stessa era celebre come la Prima Bibiblioteca Pubblica di Liguria.

da Cultura-Barocca

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